Giallo dorato scintillante con riflessi verdolini, molto cangianti. Al naso è spudorato, ti conquista subito con tanta materia, aromi carnali e suadenti. C' è tutto il ventaglio di descrittori del Sauvignon, dalla classica "pipì di gatto", tanto melone e papaya, e un tocco cerealicolo di germe di grano. Agitando il bicchiere le note eteree portnao al naso un' ottima freschezza quasi balsamica, felce e fiori di campo. In bocca è setoso, tanta glicerina che si contrappone a una spina acida molto pungente e rinfrescante. Vino molto puro, dove la materia è senza peso. Molto caratteristico il finale al miele amaro e propoli, peccato per la poca persistenza.
France, Burgundy, Côte de Beaune, Corton-Charlemagne Grand Cru
Aromi lucidissimi e nettissimi, classiche note di yogurt e gelato alla pesca, latte di mandorle. Agitandolo nel bicchere sembra che una brezza marina fatta di vento, sale e schiuma, porti al naso freschissime note di calcare e iodio. In bocca è splendido, tanto equilibrio e tanto corpo, ma nulla prevale. Torna la mineralità sui torni verdi dalla mela ranetta e la buccia del limone. Finale rinfrescante alla citronella e molta persistenza. Vino molto giovane ma tutto in finezza. Buono Buono
France, Burgundy, Côte de Nuits, Ruchottes-Chambertin Grand Cru
Fabbrica del Vermouth e naso alla Prieuré Roch. Bordate di spezie a me sconosciute, marasche sotto spirito, cannella, china e rabarbaro ti investono, sprigionate da un vino torbido, quasi marroncino e poco invitante. Sembra addizionato di erbe officinali digestive, genziana e cardamomo, ma nonostante la potenza degli aromi, questi non riescono a celare del tutto un frutto candito, maturo e leggermente ossidato che fa capolino tra le spezie intossicanti. Anche in bocca è estremo, mi ricorda i Cannonau di Dettori, molto salmastro, quasi una salamoia di sale alle erbe di provenza. Mineralità amara granulare, quasi masticabile ove il frutto è sconfitto dalla terra di Gevrey e dalle spezie, in un gioco tra la controparte maschile e quella femminile. Vino difficile da abbinare, quasi un digestivo, radici e pellame ammollato nelle erbe aromatiche. Vino per pochi palati in cerca di avventure.
Sangiovese 80% - Malvasia Nera 20% Naso che più Toscana non si può. Frutto di bosco, more e ciliegie, avvolte da tanta pungente acidità e toni balsamici. Naso nettissmo e centrato, a cui non mancano toni più rustici di humus e polvere. In bocca è ancora quasi giovane, scalpitante con tannino poliedrico, tridimensionale, che prima ti asciuga e poi si ammorbidisce sul finale, quasi una scia che si cancella con i secondi che passano. Buonissimo, graffiante, che sa di campagna, goudron, sole e terra rossa. Finale vellutato e pieno alla polvere di cacao. Grande vino
Colore e aspetto avanzato, maturo e non in forma smaliante. Naso di sottobosco, humus e porcini in alsa di soia: tutto molto zuccherato. Sicuramente già avanti nell' ossidazione, molta frutta cotta, castagne e calore che avvolge le narici. In bocca caldarroste e polvere di cacao, tannino morbidissimo alla spuma di cappuccino. La prima bottiglia era più fiacca della seconda, ma nel complesso, facendo una media tra il bel naso della prima e la bocca più prestante della seconda, ricorda un Pomerol degli anni 60, beverino, carismatico con un finale ruffifano di chinotto, amaretti e cocacola.
Naso finissimo, più fresco e balsamico rispetto al barbaresco di Gaja, vino in ottima forma. Petali di rose essiccati, sottobosco, catrame e caramello. In bocca è completamente diverso dal Gaja: sembra un vino con 10 anni in meno: ha più frutto, più acidità, ma soprattutto più pulizia. in bocca si ritrovano le terziarizzazioni presenti nel Gaja, ma è tutto più a fuoco, più cristallino, tannino ancora vivo che sorregge un vino che ha ancora un bel pò di anni di fronte. Spiccano più il terroir che non la personalità del produttore. Vino ammaliante, in forma splendente
Naso magnetico, caraibico! Frullato al mango e frutti della passione. In bocca è carnoso e sexy, molto pieno, quasi ti gonfia la bocca con il suo frutto giallo spudorato e la tanta glicerina. Finale amarognolo che controbilancia un residuo zuccherino non eccessivo. Buono
Giallo zafferano dorato. Naso di mais, e paglia bruciata dal sole. tocco fumè di legno molto corposo al gusto di curry, e zuppa inglese. In bocca è zafferano liquido e buccia di arancia candita, moelleux, oleoso e denso, ma mai pesante. Vino ruffiano e leccatissimo, fa molto caramella. Splendido in abbinamento con un Roquefort etichetta nera, e sul finale eterno ti strappa un sorriso: il primo d' Yquem non si dimentica mai!
2005 de Ladoucette Pouilly-Fumé Baron de L 91 Points
France, Loire Valley, Upper Loire, Pouilly-Fumé
Giallo dorato scintillante con riflessi verdolini, molto cangianti. Al naso è spudorato, ti conquista subito con tanta materia, aromi carnali e suadenti. C' è tutto il ventaglio di descrittori del Sauvignon, dalla classica "pipì di gatto", tanto melone e papaya, e un tocco cerealicolo di germe di grano. Agitando il bicchiere le note eteree portnao al naso un' ottima freschezza quasi balsamica, felce e fiori di campo.
In bocca è setoso, tanta glicerina che si contrappone a una spina acida molto pungente e rinfrescante.
Vino molto puro, dove la materia è senza peso. Molto caratteristico il finale al miele amaro e propoli, peccato per la poca persistenza.
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2008 Philippe Pacalet Corton-Charlemagne 92 Points
France, Burgundy, Côte de Beaune, Corton-Charlemagne Grand Cru
Aromi lucidissimi e nettissimi, classiche note di yogurt e gelato alla pesca, latte di mandorle. Agitandolo nel bicchere sembra che una brezza marina fatta di vento, sale e schiuma, porti al naso freschissime note di calcare e iodio.
In bocca è splendido, tanto equilibrio e tanto corpo, ma nulla prevale. Torna la mineralità sui torni verdi dalla mela ranetta e la buccia del limone.
Finale rinfrescante alla citronella e molta persistenza. Vino molto giovane ma tutto in finezza. Buono Buono
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2007 Philippe Pacalet Ruchottes-Chambertin 88 Points
France, Burgundy, Côte de Nuits, Ruchottes-Chambertin Grand Cru
Fabbrica del Vermouth e naso alla Prieuré Roch. Bordate di spezie a me sconosciute, marasche sotto spirito, cannella, china e rabarbaro ti investono, sprigionate da un vino torbido, quasi marroncino e poco invitante.
Sembra addizionato di erbe officinali digestive, genziana e cardamomo, ma nonostante la potenza degli aromi, questi non riescono a celare del tutto un frutto candito, maturo e leggermente ossidato che fa capolino tra le spezie intossicanti.
Anche in bocca è estremo, mi ricorda i Cannonau di Dettori, molto salmastro, quasi una salamoia di sale alle erbe di provenza. Mineralità amara granulare, quasi masticabile ove il frutto è sconfitto dalla terra di Gevrey e dalle spezie, in un gioco tra la controparte maschile e quella femminile.
Vino difficile da abbinare, quasi un digestivo, radici e pellame ammollato nelle erbe aromatiche. Vino per pochi palati in cerca di avventure.
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1997 Castello di Ama Chianti Classico Vigneto Bellavista 93 Points
Italy, Tuscany, Chianti, Chianti Classico DOCG
Sangiovese 80% - Malvasia Nera 20%
Naso che più Toscana non si può. Frutto di bosco, more e ciliegie, avvolte da tanta pungente acidità e toni balsamici.
Naso nettissmo e centrato, a cui non mancano toni più rustici di humus e polvere.
In bocca è ancora quasi giovane, scalpitante con tannino poliedrico, tridimensionale, che prima ti asciuga e poi si ammorbidisce sul finale, quasi una scia che si cancella con i secondi che passano.
Buonissimo, graffiante, che sa di campagna, goudron, sole e terra rossa. Finale vellutato e pieno alla polvere di cacao.
Grande vino
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1985 Gaja Barbaresco 91 Points
Italy, Piedmont, Langhe, Barbaresco
Colore e aspetto avanzato, maturo e non in forma smaliante.
Naso di sottobosco, humus e porcini in alsa di soia: tutto molto zuccherato. Sicuramente già avanti nell' ossidazione, molta frutta cotta, castagne e calore che avvolge le narici.
In bocca caldarroste e polvere di cacao, tannino morbidissimo alla spuma di cappuccino.
La prima bottiglia era più fiacca della seconda, ma nel complesso, facendo una media tra il bel naso della prima e la bocca più prestante della seconda, ricorda un Pomerol degli anni 60, beverino, carismatico con un finale ruffifano di chinotto, amaretti e cocacola.
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1982 Bruno Giacosa Barolo Falletto di Serralunga d'Alba 94 Points
Italy, Piedmont, Langhe, Barolo
Naso finissimo, più fresco e balsamico rispetto al barbaresco di Gaja, vino in ottima forma.
Petali di rose essiccati, sottobosco, catrame e caramello.
In bocca è completamente diverso dal Gaja: sembra un vino con 10 anni in meno: ha più frutto, più acidità, ma soprattutto più pulizia.
in bocca si ritrovano le terziarizzazioni presenti nel Gaja, ma è tutto più a fuoco, più cristallino, tannino ancora vivo che sorregge un vino che ha ancora un bel pò di anni di fronte.
Spiccano più il terroir che non la personalità del produttore.
Vino ammaliante, in forma splendente
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2004 Marcel Deiss Gewurztraminer Vendanges Tardives 92 Points
France, Alsace
Naso magnetico, caraibico! Frullato al mango e frutti della passione.
In bocca è carnoso e sexy, molto pieno, quasi ti gonfia la bocca con il suo frutto giallo spudorato e la tanta glicerina.
Finale amarognolo che controbilancia un residuo zuccherino non eccessivo.
Buono
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1997 Château d'Yquem 95 Points
France, Bordeaux, Sauternais, Sauternes
Giallo zafferano dorato. Naso di mais, e paglia bruciata dal sole.
tocco fumè di legno molto corposo al gusto di curry, e zuppa inglese.
In bocca è zafferano liquido e buccia di arancia candita, moelleux, oleoso e denso, ma mai pesante. Vino ruffiano e leccatissimo, fa molto caramella.
Splendido in abbinamento con un Roquefort etichetta nera, e sul finale eterno ti strappa un sorriso: il primo d' Yquem non si dimentica mai!
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