LINGOTTO FIERE TORINO
Tasted Sunday, October 26, 2014 - Thursday, October 30, 2014 by galenico with 1,160 views
(10/27/2014)
Vitigno autoctono affinato 8 mesi sulle bucce (solo il 20% del totale) in anfore spagnole.
Toni idrocarburici, vetroresina, salinità iodata e fiori di camomilla.
In bocca parte esile, fiori bianchi, lieviti, si sente la macerazione sulle bucce, si sente il lieve tannino disidratante dell' anfora, ma è comprensibile, è un vino giovane e non gli mancano le carte per una longevità che potrà sorprendere.
E' tutto molto pulito e a fuoco, succosissimo e complesso, elegante e profumato. Una grande interpretazione varietale
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(10/27/2014)
Frutto non pulito, toni verde di raspi classico del frappato, ma non netto, né invitante.
Molto ridotto e chiuso, brodo degli spinaci e acqua di mare.
Tannicissimo e puzzolente.
AL momento non vaultabile
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(10/27/2014)
Naso polveroso e pieno di succo, more scurissime croccanti, violaceo e denso: sembra un Dolcetto.
In bocca è molto primario, frutto sugoso, ma tannino troppo disidratante.
Molta possenza, corpo e pulizia, sicuramente un vino con bel potenziale, ma per ora veramente troppo giovane.
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(10/27/2014)
Affinato in anfora. Mancano i toni caratteristici del Cabernet, molte note chiuse e di stalla.
Vinoso e gustoso, bella bocca acidula e tannino integrato.
Beva Piacevole
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(10/27/2014)
Sangiovese "Dino". Primo anno di produzione, 12 mesi di macerazione sulle bucce e affinamento in anfore di terracotta. Zero solfiti.
Sembra un Gamay non diraspato, bel frutto ancora molto vinoso, ma pulito.
Bocca ampia, vinosa, frutto croccante e tannino un po' asciugante.
Bassa acidità, vino semplice, esile e un po' monocorde
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(10/27/2014)
Frutto rosso smaltato, laccato. Vegetalità fresca e pungente, quasi balsamica. Parte eterea presente, figlia dell' annata calda. Meglio al naso che in bocca. Frutto gustoso, bella bevibilità, ma il tannino è ancora un po' amarognolo e asciugante.
Piacevole sapidità finale, tutta in finezza, caratteristica del terroir sabbioso-ciottoloso di Savigny.
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(10/28/2014)
Suolo calcareo di 35cm. Vigne del 1940. 100% legno nuovo.
Naso cerato che fatica a sbocciare. Frutto molto limpido e cristallino, impreziosito da fresche venature balsamiche.
In bocca è un classico 2008, maturità del frutto incompleta, acidità molto viva che al momento prevarica sul frutto.
Il legno è ben dosato, ma è un vino ancora un po' crudo, sapido che richiede cibo.
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(10/28/2014)
Qui il legno nuovo è più avvertibile, ma non fastidioso. Aromi molto fini e raffinati. Frutto carnoso esplosivo e tanti fiori rossi, tutto delicato e non strillato.
In bocca è ampio, avvolgente e persistente toni freschi di pompelmo rosa, ma il legno è ancora troppo invasivo e lo rende ancora contratto.
Da attendere un bel po' di anni
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(10/28/2014)
Bella annata il 2013! Naso citrino, muschio e fiori bianchi e frutta secca, molto soffuso e intriso di effervescenza da solfiti. Giovanissimo, tanta tensione.
In bocca bel succo di limone, molta acidità e bella sapidità finale.
Entry level con longevità assicurata
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(10/28/2014)
Da Magnum
Ancora fiori bianchi, ma più caldi e più suadenti, anche se delicati.
Poi ritorna il lato più fresco e agrumato. Lato giovane idrocarburico, polveroso, quasi lana di vetro. Ha bisogno di aria.
In bocca è molto diverso dal Terlaner base, ovviamente, perché il Nova Domus è affinato in legno, è più morbido, frutto più dolce solare con toni di salvia, paglia e fieno. Acidità più tenue e finale vanigliato.
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(10/28/2014)
Naso molto fine, un po' di zucchero a velo, stenta a uscire, dare molta aria.
Colpisce il grande equilibrio che riesce a comunicare, tra frutto e legno.
La bocca è simile a quella del 2012, ma tutto più bilanciato, bellsisimo finale salino e persistente.
Promette grande longevità ma è già buonissimo
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(10/28/2014)
Da Magnum. Più frutto, più ricco, bergamotto e burro alla camomilla. Bella scia nasale che pizzica nel naso.
Bocca estroversa, oleosa, accattivante, il legno è più invasivo, quasi dolciastro, ma non fastidioso. Tanta salivazione e mineralità in chiusura.
Più simile come frutto al 2012 che alla precisione del 2010
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(10/28/2014)
Giallo dorato maturo. Naso elegantissimo, fritta secca e agrume pungente che smussa il dolce del legno..
In bocca il corpo è esile e rispecchia alla perfezione in naso: ancora la cremosità del legno, salino a centro bocca e finale più morbido.
Buono
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(10/28/2014)
Bellissimo giallo dorato cristallino.
Naso invitante di frutta secca, paglia e fieno. Non mancano poi i mazzi fiori bianchi a rinfrescare un naso tutt' altro che giovanile e primario.
Bocca carnosa, molto estratto e frutto maturo, ma snello e mai stanco.
Inizio di terziarizzazione ossidativa ancora ben supportata dallo slancio della mineralità amara.
SI espande in bocca come un palloncino che si gonfia, il legno è presente ma ben smussato e al servizio della rotondità d' insieme.
Finale interminabile allo zabajone.
Buonissssssimo
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(10/28/2014)
Da Magnum.
Rarefatto, un laser che sfodera il lato Vosne-Romenée dei nebbioli del nord Piemonte.
Spezie balsamiche conficcate nel porfido. Un tuffo nel vulcano di Boca.
Chiodi di garofano e anice, finissimo, elegantissimo, un alito di vento.
In bocca sale e acidità graffianti, ma per quanto il lato minerale si sforzi di prevalere, non riesce a soffocare il frutto rorido, succosissimo. E' un Boca insolito, davvero femminile: una giovane Lolita truccata di spezie orientali.
Per non parlare della qualità del tannino gessoso, lunghissimo, finissimo.
La materializzazione del nebbiolo esile, ma complesso, succoso e borgognone, bevibile che punta dritto al cuore, mai ossimoro fu più riuscito. Un vino lirico, immenso.
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(10/28/2014)
Vino profondo, frutto più scuro e zuccherato, uvetta e sangue raffermo.
Rimane sintonizzato su toni speziati, ma è più carnale rispetto al 2010, più materico.
Con il passare dei minuti esplodono nel naso manciate di fiori rossi, rose e garofani: un bouquet da sposa!! Naso ammaliante!!
In bocca la classica vena balsamica fa da tappeto al frutto maturo, quasi macerato e sotto spirito. E' più amaro rispetto al 2010, meno acido, con più frutto, più tannino e una grande texture vellutata.
Ancora da attendere, ma ha un potenziale di miglioramento infinito.
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(10/28/2014)
Terra, polvere e cuoio. Un quadro Western.
Frutto macerato nel tabacco da pipa. Carnale, e insanguinato.
Entra sottile, poi tante rose, finissimo e profumatissimo.
Assomiglia come registro e come stile al Boca Le Piane 2010, anche se ha meno acidità, più tannino e più frutto.
Mi fa immaginare un blocco di calcare alla rosa!!
Sul finale morbidissimo torna il tabacco. Wow.
Commovente
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(10/28/2014)
Anche qui tabacco, fumoso, con frutto gelée caramellato. Rispetto al Montefico è più giocato sulla sapidità chiara, calcarea e meno sul frutto e sui profumi.
Anche in bocca è più acido del Montefico, meno frutto. Texture più granulare, molto soda. Finale teso, ampio e succoso, fa salivare tantissimo. Meglio con una bella bistecca!!!
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(10/28/2014)
Primo anno di produzione, terreno molto argilloso con parti calcaree.
Naso sfrontato, frutto spudorato, e latticino cremoso. L' etereità porta al naso piacevoli venature balsamiche. Il tutto dona un carattere molto adolescente e un po' compresso.
AL palato entra molto viscoso, tanta glicerina e frutto boisè. Il tannino è ancora molto incisivo e allappante, ma a mio gusto si sente ancora troppo il legno nel finale un pò monocorde di liquirizia dolce.
Probabilmente Conterno ha utilizzato botti nuove per questo 2010, perché sembra un vino affinato in barrique, se confrontato con il bicchiere che sta a fianco di Cascina Francia 2010.
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(10/28/2014)
Suolo magro e calcareo.
Un altro animale rispetto al Cerretta, un vino che va cercato, aerato e atteso. Lieve riduzione, un po' di volatile e non molti descrittori al momento. Ma nulla di cui spaventarsi, tutto andrà al suo posto....è solo un grande vino mascolino e austero che ha bisogno di pazienza.
In bocca è più aereo e rarefatto rispetto al Cerretta, è bellissimo il confronto tra questo frutto più adulto, il tannino molto più fine, meno prorompente e meno asciugante.
La salivazione è molto grassa e sugosa e non si sente la dolcezza del legno, anzi, è un laser a spirale che investe il palato per un finale incantevole di mineralità amara, quasi di arancia amara.
Già buonissimo
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(10/28/2014)
Aligoté doré, varietà prefillossera, diversa dall' Aligoté odierno.
Molto pepato, freschissimo, salta dritto in gola. Spina agrumata immersa nel pepe.
Il finale nasale regala una nota vanigliata molto cristallina e austera, mai grossa e ingolfata.
Anche al palato entra boisé, ci sta per un vino così giovane, ma si apre subito e ti ferisce una lama di acido e sale. È una scia di cristallo purissimo che fa grondare di saliva. Per ora è un vino spinale, in cui il frutti è ancora in secondo piano, ma la fattura è finissima. Buono
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(10/28/2014)
Dorato maturo, già inizio di ossidazione.
Oasticceria, lieviti e ricordi di champagne.
Rimandi legosi caldi e oleosi. Anche qui il sale è quasi effervescente.
Medio corpo, ma tante pesche e albicocche mature, caloroso e appagante. La mineralità è sempre lo scheletro del vino, ma ovviamente è più smussata rispetto al 2012.
Bel finale vanigliato, ampio e solare.
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(10/28/2014)
Vigne vecchie. Meno spezie verdi rispetto alla "Fortune", terra e pepe, peró più frutto gelatinoso, pulitissimo, quasi vaporoso.
Al palato è l' opposto della "Fortune": è sferico, setoso e abboccato, finale molto pulito e beverino anche se più tannico e meno teso della " Fortune".
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(10/28/2014)
Vigne più giovani. Profumatissimo. Ragù alla bolognese, gronda frutto rosso candito. Rispetto a "La Digoine" è più giocato sul registro vegetale, raspi giovani che regalano una complessità di aromi che l' altro vino non ha.
Mi ricorda un Clos de Lambrays in miniatura!! wow
Al palato torna l' energia e la brutalità vegeto-minerale. Spezia ancora amara e raspi che regalano una grande tensione di spezie e sale.
Piaciuto da morire, da bere a secchi!!!
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(10/28/2014)
Granato marroncino, colorito già molto ossidato e cupo.
Al naso è tutt' altro che ossidato e stanco!!!
Glicerico, un magma bollente ed etereo che regala bordate di frutta ammollata in un liquore denso di spezie e caffè amaro.
Verrebbe voglia di berlo da una scodella!!
I raspi maturi ormai infondono tocchi "gentili" e a supporto della rotondità d' insieme.
In bocca è un manuale della specificità del climat e dell' annata. Molto sapido e amaro, torna la polvere di caffè, radici e erbe officinali. L' acidità sostenuta, classica del millesimo e il tannino ancora un pó ruvido, non pregiudicano un' esperienza iniziatica.
Non un Echezéaux da tutti i giorni!!!
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(10/29/2014)
Suolo vulcanico. Sono le vigne di Pinot più vecchie dell' Oregon.
Etereità vegetale dei raspi, bella pulizia d' insieme, ma l' alcool soffoca un pochino il frutto.
Poco tannino, senso di coesione d' insieme tra acidità vibrante, frutto e legno.
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(10/29/2014)
Suolo marino sedimentario. Vigne del 2007.
Frutto sotto spirito e alcool un pò sopra le righe, vino meno netto e pulito rispetto al Eyrie.
Al palato il frutto gelatinoso è sferico, ma i tannini sono troppo verdi e il finale asciugante.
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(10/29/2014)
Suolo vulcanico. Vigne del 1986.
Sicuramente complesso nella sua etereità, profumato e tanti frutti più scuri e più amari.
Al palato ha texture vellutata, ciliegia croccante e carnosa, molto masticabile.
Tutto giocato sulla mineralità amara che crea spinta d' insieme.
Finale persistente, ampio in cui il tocco boisé è ben delineato, ma mai fastidioso.
Bel vino
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(10/29/2014)
Piccolo produttore, lavorazione totalmente manuale.
Molti vinoso e genuino, praticamente una spremuta d' acino. Venatura balsamica molto fresca.
In bocca è davvero rotondo, molto corposo e persistente. Tanta glicerina e bella salivazione. Al palato sembra più maturo che all' olfatto.
Finale autoritario senza tocchi legnosi e tannino finissimo.
Niente male.
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(10/29/2014)
Suolo vulcanico ciottoloso. Vigne del 2002.
Anch' esso vinoso e primario, lampone in gelatina mentolata avvolta dalla sensuale cremosità del legno, un pó in stile Bruno Clair.
Al palato ti spiazza!! È salatissimo, quasi effervescente, l' attacco è un pò scomposto e si scontra con la dolcezza del finale troppo boisé.
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(10/29/2014)
Annata più difficile, con minore maturazione del frutto. Colore più granato e meno intenso.
È molto diverso dai 2012. Naso più terroso e dry, meno succo, più sul registro fine del nebbiolo.
In bocca entra viscoso, a poco a poco la spezia amara e i fiori secchi espandono i loro aromi con una certa suadenza.
Peccato il finale di nuovo un pò troppo boisé.
Buon vino comunque, ricorda un Poulsard.
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(10/29/2014)
Suolo vulcanico. Vigne del 1977. Un pò di volatile, riduzione e stalla.
Subito rustico, ma genuino, non puzzoso.
Corpo esile, ma grande aromaticità floreale sorretta da piacevole acidità.
Vino piuttosto elegante nella sua rusticità.
Finale un pò troppo amaro.
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(10/29/2014)
Vigne del 1985. Carnale, sugosi, frutto denso, scuro. Persistenza eterea molto ficcante e sensuale. Naso adulto e tronfio.
Anche qui al palato l' ingresso è di bella viscosità cremosa appoggiata su una gustosa salinità marina.
Vino che ispira longevità, ben fatto e piacevole, peccato per il finale troppo disidratante.
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(10/29/2014)
Suolo vulcanico. Vigne del 1988.
Grande annata, altra marcia e complessità da 1er Cru. Finissimo e complesso, frutto rosso fresco e dry e balsamicità rinfrescante.
Al palato è di medio corpo, molto sferico e armonico, senza spigoli. Finale persistente in cui è il sale a giocare d' anticipo sul legno.
Il più Burgundy di tutti.
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(10/29/2014)
Idrocarburi, lime e pietra focaia, un po' chiuso sul nascere. All' inizio sembra una via di mezzo tra un Riesling e un Timorasso, poi piano piano escono fuori caratteri più freschi da Vermentino di Gallura, erbe di macchia mediterranea più pungenti. Comunque bel naso maturo e pieno.
Al palato è molto rotondo, succoso. Finale vellutato di bella salinità amara.
Buono ed elegante
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(10/29/2014)
Più esotico del Lupinc, fiori di mandarino e pesca bianca. Punta iodata sul finale nasale, quasi effervescente. Il legno è comunque ancora sensibile.
Palato che rispecchia molto l' olfatto. Tanti fiori bianchi, più dritto e vibrante del Lupinc, torna sul finale l' effervescenza, e in bocca invece il legno è pressoché assente.
Buono
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(10/29/2014)
Macerazione sulle bucce. Vino aranciato e non filtrato.
Un po' di volatile e brio giovanile non riescono a nascondere un aroma spudorato di albicocche disidratate.
La bocca rispecchia alla grande il naso, torna spudorata l' albicocca, molto succoso e grande frutto. Sensazione di enorme genuinità. Finale delicato, leggermente asciugante.
Non è molto complesso, manca di spinta acido-sapida, ma è comunque un' ottima bevuta gustosissima
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(10/29/2014)
Fermentazione in pietra. Macerazione sulle bucce. Arancio dorato e non filtrato.
Meno frutto rispetto a Skerlj, più finezza, lemongrass e tocco dry. Il frutto esotico è bilanciato da una parte salina molto elegante.
Si sente che è fatto benissimo, la bocca rispecchia totalmente il palato, frutto a fuoco, nettissimo e meno dolciastro della Vitovska di Skerlj. Bel finale tutto giocato su acidità e la brezza marina.
Buonissimo
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(10/29/2014)
Più aereo degli altri, rarefatto, sa di paglia e lieviti, un po' birricolo e meno frutto. Un po' meno pulito degli altri.
Bocca più tesa, più acida, quasi sul malico. Finale cerealicolo piacevole e sferico con un tocco dry.
Buono
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(10/29/2014)
Rubino violaceo, molto vinoso, sembra un Dolcetto. Succo di mirtilli e more laccati.
Ancora aldeidico e molto primario, giovanissimo.
In bocca tanta glicerina, tannino foderante, grosso ma non fastidioso e tipico dell' uva.
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(10/29/2014)
Moscato d' Alessandria secco, macerazione di 7 mesi sulle bucce in Tinajas spagnole di terracotta. Zero solfiti.
Degustato almeno 4 o 5 bottiglie e anche di diverse annate giovani. Uno dei migliori bianchi in circolazione.
Ovviamente non un vino per tutti. Giallo dorato opaco e materico, non filtrato e lattiginoso.
Il colore non è dei più invitanti, ma metteteci il naso sopra!!! Bang!!
A occhi chiusi si direbbe che Gabrio è riuscito a spremere e concentrare Pantelleria in un sorso!!
C' è tutto il ritratto dell' isola in un assaggio: macchia mediterranea, capperi in salamoia, terme sulfuree, il mare e il suo sale, per non parlare del frutto, così succoso, così esotico e così tremendamente gustoso e masticabile.
La lunga macerazione lo rende goloso e inarrestabile nella sua tattilità gustativa.
Scorre senza peso, con volume alcolico da tavernello e senza accorgertene la bottiglia è finita!!
Vino caro, raro e di difficile reperibilità.... e speriamo che rimanga tale!!!
Alla tua salute Gabrio, caro amico, sei lì nell' Olimpo a fianco al tuo grande Pierre Overnoy!
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(10/29/2014)
Granato con riflessi marroncini, opaco e denso.
Frutto amaro, genziana e radici. Sembra un vermouth. tannino distruttivo e asciugante, ti spacca in due le guance.
Finale alle castagne. Manca di acidità e bevibilità. Vino seduto e grossolano.
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(10/29/2014)
Nero Buono uva autoctona del Lazio
Etereo e tanta balsamicità, frutto maturo, uvetta e frutta cotta.
In bocca è centratissimo, entra soave, in souplesse di frutto maturo, ma non dolciastro, toni molto amari.
Poi arriva il tannino a distendere questa morbidezza di frutto dal palato e la cosa più sorprendente è l' esplosione minerale che sul finale rende il vino di un corpo senza peso, leggiadro.
Già buonissimo e croccante, e con grande potenziale di maturazione
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(10/29/2014)
Naso elegantissimo, sauvage e sanguigno, tanta pulizia e messa a fuoco. C è davvero tanta della "justesse" di Bordeaux.
Poi foglie di pomodoro ammollate nel sangue. Stupendo!!!
In bocca è da subito gustosissimo, entra soave e setoso, poi si espande prima il tannino, meno graffiante rispetto al "Barthelemy", ma ancora più fine e crayeus. Finale minerale e polveroso che amplifica la sensazione di gusto e salivazione. Un' esplosione!!
Vino giovanissimo, di grande persistenza, grande vino
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(10/29/2014)
marasche cotte e ammollate nella grappa, tante erbe amare e balsamiche.
In bocca è ancora molto indietro, tanta acidità e tanto, troppo tannino graffiante, anche se di bella texture terrosa.
Completamente un altro vino rispetto al buonissimo Emilien
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(10/29/2014)
70% Grenache Blanc, 20% Clairette, 10% Bourboulenc. Affinato in cemento.
Dorato con ossidazione del colore già avanzata, vino maturo.
Naso molto intenso al miele di fiori, molto invitante anche se piuttosto voluminoso.
In bocca invece stupisce la finezza e l' acidità ce va da miccia alla salivazione per creare una texture molto più magra di quella che ci si sarebbe aspettati all' olfatto. Finale leggermente amaro, ma è un vino davvero piacevole e gastronomico.
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(10/29/2014)
85% Grenache, 15% Syrah.
Naso bellissimo, grondante frutto dolciastro immerso nella macchia mediterranea. Grande sapidità da olive amare, e un pò di alcool di troppo, come spesso capita in vini del sud del Rodano.
Al palato l' attacco è morbido, ma il vino si rivela un pò meno espressivo e pronto che all' olfatto. Medio corpo, non pesante, ma ancora un pò ruvido e scomposto.
Ha bella acidità fresca caratteristiche di vigne a media quota sulle pendici del Mont Ventoux, ma l' alcool eccessivo sovrasta un pochino la pulizia del frutto.
Da attendere ancora qualche anno
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(10/29/2014)
80% Grenache, 15% Syrah, 5% Mourvedre. Affinamento in botte grande.
Frutto morbido, sferico e dolciastro, quasi esitico, mango e frutto della passione. Come negli altri esempi, l' eccesso di slancio etereo non lo rende pulito e ha qualcosa di polveroso, quasi abbrustolito.
Anche in bocca è molto abboccato, ampio nello spettro gustativo, anche se di medio corpo. Il frutto è maturo e ha una certa eleganza e consapevolezza.
Tannino ancora ben in gioco, ma sapido e molto fine.
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(10/29/2014)
80% Grenache, 20% Syrah. Affinato in botte grande.
Bella marmellata densa e impenetrabile di frutti di bosco ammollati nell' inchiostro. Lo sbuffo alcolico fa immaginare una grappa alle more di gelso.
E' un pò compresso tanto è concentrato, al limite del monotematico.
Bocca tanto vinosa e primaria e tannino verde.
Vino fresco, ma giovanissimo e oggi un pò imballato.
Da rivisitare tra parecchi anni
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(10/29/2014)
80% Grenache, 20% Syrah. Barrique nuove 100%.
Naso maturo e molto boisé, aromi amari, tabacco, caffè e olive nere.
In bocca invece è armonioso, entra dansissimo, tanta glicerina, un vino già completo e complesso. Finale a spirale minerale, sapido e fresco, la freschezza prende il posto dei toni più caldi e dolci del legno nuovo.
Tannino gessoso persistente, ma finissimo e masticabile.
Buonissimo, soprattutto per gli amanti della barrique.
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(10/29/2014)
80% Grenache. Affinato in cemento.
Naso non pulitissimo, forse un po' di tappo o forse solo un po' chiuso.
In bocca invece è fresco, di medio corpo, misurato nell' alcool. tanta materia, ma in finezza.
Bella beva che sa di garrigue e macchia mediterranea. Finale lunghissimo, tannino maturo, fine e misurato.
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(10/29/2014)
80% Grenache, 10% Syrah, 10% Mourvedre.
Sembra un Cabernet Franc terziarizzato. Naso elegantissimo e aristocratico. Paté di olive, peperoni verdi e pepe.
Poi note più terziarie di sottobosco, cuoio e tabacco.
Un vino d' autunno.
In bocca è stupendo!! Perfetto e maturo da bere adesso.
Salmastro, salamoia di capperi e olive, addirittura più fresco al palato che all' olfatto.
Tanta spina acido-sapida che non fa sentire la gradazione alcolica.
Molto equilibrio, salivazione a mille e tannino granulare, ampio e foderante di velluto.
Grande vino al prezzo delle patate!!
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(10/29/2014)
100% Grenache. Affinamento misto, barrique, botte grande e cemento.
Vino fortificato.
Granato marroncino avanzato, ma ancora traslucido e scintillante.
Pulitissimo al naso, molto tonico, non marmellatoso né stucchevole, anche se ovviamente la concentrazione di frutta cotta è di prim' ordine.
In bocca la dolcezza è misurata e il tannino è di una trama commovente.
Tanto miele amaro di castagne, datteri e sciroppo d' acero.
Non saprei valutarlo in centesimo, perché non ho esperienza di vini del genere, ma era davvero una meraviglia!!!
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2012 Domaine Labet Chardonnay La Reine
France, Jura, Côtes du Jura
(10/27/2014)
Naso un po' muto e compresso,
Bocca molto semplice e tradizionale con buona acidità, ma non tagliente.
Finale più gradevole al pompelmo rosa, ma si sente ancora troppo l' élévage.
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2011 Domaine des Cavarodes (Etienne Thiébaud) Arbois Guille-Bouton
France, Jura, Arbois
(10/27/2014)
Chardonnay. Attacco sulfureo, poi buccia di limone e bergamotto, tracce di lieviti e pasticceria. Molto più Aligoté che Chardonnay come spettro aromatico. Molto sapido e salino, poco frutto e più tonalità da vino che non ha fatto la malolattica ( forse non l ' ha fatta davvero o era semplicemente ancora un po' acerbo).
Finale più morbido boisè e mandorlato.
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2010 Domaine de la Borde Arbois Pupillin Les Ecrins
France, Jura, Arbois Pupillin
(10/27/2014)
Savagnin ossidativo, 3 anni di botte grande.
Fortissimo attacco di mela renetta e dolcissime pere. Bello, ma un po' monocorde, succoso e caldo.
In bocca è molto bilanciato, tra frutto e acidità, molto facile e beverino.
Torna la pera sul finale molto morbido di legno vanigliato.
Classico finale lungo con note di sotolone e curry
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2004 Emmanuel Houillon (Maison Pierre Overnoy) Arbois Pupillin Vieux Savagnin ouillé 92 Points
France, Jura, Arbois Pupillin
(10/27/2014)
Savagnin ouillé imbottigliato da un annetto dopo 8 anni di botte grande.
Giallo dorato che dissimula l' età, sembra un vino di inizio anni 90!
Dare aria per vanificare lo spunto acetico.
Al naso tripudio di piccoli delicati toni dolci nocciolati di legno e uvetta contrappuntati da un tappeto salmastro molto pungente, quasi acqua di sardine.
Al palato, nonostante sia un vino ouillé, ha un carattere ossidativo. Giovanissimo, ancora da ammorbidire, perché l' acidità è marcata e aggredisce le fauci, quasi un succo di limone appena spremuto, ma quando si pensa sia tutto finito, esce il grande vino....
Il palato viene risanato dalla dolcezza del sotolone che crea una fodera vellutata di zabajone che equilibra la grande acidità iniziale.
Finale eterno, degno di un Vin Jaune!
Grande vino
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2011 Domaine de L'Octavin Arbois Commendatore Les Corvées 92 Points
France, Jura, Arbois
(10/27/2014)
Trousseau finissimo, molto varietale e genuino in cui esce un grande produttore emergente, che lascia parlare il territorio, intervenendo il meno possibile su un uva di grande qualità in questo 2011.
Sembra di infilare il naso nei raspi. Frutto rosso rorido, grondante, ammollato in note vegetali, ma non verdi.
Al palato corpo esile, poca acidità, ma tanto tanto succo gustoso: ciliegia gelée e rabarbaro.
Sul finale torna la nota di raspi e un tannino varietale finissimo.
Buonissimo e godibilissimo
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2012 Domaine des Bodines Pinot Noir Arbois
France, Jura, Arbois
(10/27/2014)
Raspi verdi, buona acidità. Più spezie verdi che frutto, non si sente il legno e il tono di fragoline è gentile e succoso.
Finale ancora nervoso e asciugante.
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